Il museo della terra è ospitato nella Grancia di S. Pietro, un antico complesso conventuale fondato dai monaci dell'Abbazia di S. Salvatore sul Monte Amiata. L'allestimento è basato sulla collezione Poscia. In oltre venti anni di ricerche Luigi Poscia ha raccolto oltre 1700 testimonianze di storia e vita vissuta.

Gli strumenti connessi all'agricoltura, all'allevamento, all'artigianato del ferro, del legno e del cuoio illustrano
le principali attività lavorative che si integravano con la dimensione domestica e che trovavano un'eco al di fuori del paese attraverso i mercati periodici.

Al piano superiore il visitatore viene immerso nella religiosità, nelle feste, nei giochi, nei proverbi, nei canti restituiti attraverso una suggestiva riproduzione interattiva di videoproiezioni e giochi di immagini. La visita si completa entrando nella stanza dei bauli, dove viene ricostruita la memoria storica di Latera attraverso storie, oggetti e documenti donati al museo dalla comunità.

Lo spazio esterno è stato allestito per esemplificare le coltivazioni collegate al territorio e documentate dal museo: la vigna, il frutteto, la macchia mediterranea, i grandi alberi, le piante aromatiche e medicinali.

Accanto al museo si trova il laboratorio didattico allestito all'interno dell'ex mattatoio.

Dalla Grancia di S. Pietro ha origine un itinerario di visita al territorio, segnalato da pannelli e punti di sosta, che conduce alle chiese rurali di S. Rocco, S. Sebastiano e della Madonna della Cava.

Il museo della terra è dotato di un nutrito archivio audiovisivo.