Il Museo è ospitato all'interno di uno dei più bei palazzi rinscimentali di Grotte di Castro, progettato nella seconda metà del XVI secolo da Jacopo Barozzi da Vignola, illustre architetto del Cinquecento. 

Il percorso espositivo, incentrato sugli usi e costumi del popolo etrusco, ha inizio al primo piano. Attraverso la scala del tempo possiamo ripercorrere le tappe più importanti che hanno segnato lo sviluppo di Grotte di Castro, in relazione con i principali eventi della storia dell'uomo. Di seguito un pannello illustra il ruolo dell'abitato di Civita centro di notevole rilevanza strategica del territorio compreso tra il lago di Bolsena e la media valle del Fiora durante il VII e il VI sec. a.C.

Nella prima sala del percorso museale "Il maschile e il femminile nel mondo etrusco" sono esposti i corredi funerari rinvenuti nelle sepolture delle necropoli di Vigna la Piazza e Centocamere. 

Nella sala attigua si può ammirare una cucina etrusca, attraverso la riproduzione delle pitture della tomba Golini di Orvieto, nelle quali sono rappresentate le attività che si svolgevano nella cucina di una casa aristocratica della prima metà del IV sec. a.C. Il vasellame d'impasto  con motivi geometrici a vernice bianca, documenta la produzione vascolare delle botteghe di Civita esportata anche nei centri vicini.

Una sala, denominata i segni del potere è stata riservata all'esposizione del materiale recuperato nel 2010 nella Tomba 31 nella necropoli di Vigna la Piazza. Con i pregevoli oggetti rinvenuti in questa tomba si intende illustrare, in maniera didattica, le forme ideologiche del potere centrate sull'esibizione del fasto, sui consumi di lusso e sulla ritualità del banchetto. Il banchetto è rappresentato tramite una tavola imbandita con il servizio da mensa collocata all'interno di una casa etrusca.

Scendendo al piano terra, si entra nel mondo dell'Aldilà. Un pannello segnala le principali necropoli rinvenute nel territorio di Grotte di Castro in relazione al territorio limitrofo. Si è cercato, tramite la riproduzione di una tomba a camera e l'esposizione di una vera sepoltura in sarcofago di presentare al visitatore il rituale funerario attestato a Grotte di Castro.

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